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Proposte di socialità e solidiarietà in condomino benvenute e necessarie

Il Comitato Mi’mpegno, che da sei anni è protagonista del sociale, della cultura, del richiamo alla cittadinanza attiva, della valorizzazione di quando c’è di buono a Milano, è in prima linea per conservare fra i Milanesi lo straordinario patrimonio di socialità, generosità, solidarietà, carità e di bellezza che ha sempre contraddistinto la società civile milanese.

“Oggi purtroppo le difficoltà di comunicazione e di relazione che sta imponendo il Coronavirus” ha detto Carmelo Ferraro, storico portavoce di Mi’mpegno “insieme alla preoccupazione collettiva possono mettere a repentaglio questo patrimonio”.

Mi’mpegno, però, non si ferma e vuole messaggi di ottimismo e di speranza nella convinzione profonda che “andrà tutto bene” reagendo tutti insieme.

Mi’mpegno è lieto di appoggiare l’iniziativa lanciata dalla associazione ANAPIC – Associazione Nazionale Amministratori Professionisti Immobili e Condomini .

“La Presidente di Anapic, Lucia Rizzi,   propone  il progetto  “condominio solidale”, iniziativa divulgata tra gli  amministratori  e condomini per sostenere e supportare i soggetti deboli e più anziani, presenti nel condominio”. Carmelo Ferraro, rilancia il progetto ,    “la disponibilità  di cittadini e soprattutto di giovani volontari e in buona salute, residenti nello stesso stabile e in edifici adiacenti, a disposizione per le normali attività quotidiane possa essere un’ottima idea. Come un’ottima idea sia quella di prevedere  dei turni per l’acquisto spesa, medicinali, giornali, gestione di animali domestici, spedizioni e pagamenti in Posta”.

Mi’mpegno si impegnerà a far conoscere e promuovere questa buona pratica alla portata di tutti, nel pieno rispetto della ferma prescrizione di restare a casa e di non avere contatti, nella convinzione che l’impegno di ognuno e di tutti sia il modo di uscire dalla crisi e fermare la paura, rilanciando quel senso di carità che è la linfa vitale del popolo italiano e dei milanesi.

 

Note tecniche:

la disponibilità dei volontari va segnalata all’amministratore che verificherà i casi di bisogno e coordinerà il tutto con la collaborazione del custode o di un referente volontario nel condominio.

Per maggiori info e aiuto : segreteria@anapic.it o info@mimpegno.com

 

Carmelo Ferraro

 

Completa solidarietà e sincera vicinanza alla Polizia Penitenziaria

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In una giornata già carica di tensioni che è sfociata in un provvedimento inedito nella storia della Repubblica, appare totalmente incomprensibile quanto accaduto a San Vittore, e nelle altre carceri italiane. La violenza senza ragioni  che si è scatenata nei confronti delle strutture penitenziarie e degli operatori è di un’assoluta gravità.

Vogliamo esprimere la nostra completa solidarietà e sincera vicinanza alla Polizia Penitenziaria che ogni giorno affronta un lavoro difficilissimo. Anche in questa drammatica occasione, anche di fronte al sequestro di 3 di loro, hanno affrontato la situazione con responsabilità e dignità, a proprio rischio, evitando che tutto  degenerasse in tragedia.
La Comandante Manuela Federico e il Direttore Giacinto Siciliano guidano con professionalità e  sapienza questa struttura. Insieme al personale della Polizia Penitenziaria ci hanno accolto spesso in tante iniziative di solidarietà, bellezza e amicizia, mettendosi sempre tutti in gioco.
Non possiamo dimenticare neanche oggi le difficili condizioni dei detenuti, e per questo non mancheremo di nuovo di fare sentire la nostra voce e la nostra vicinanza.

Ma oggi è il giorno da dedicare alle donne e agli uomini della Polizia penitenziaria, e alla loro nascosta, invisibile ma straordinaria dedizione  al servizio degli altri.

Carmelo Ferraro
Per gli amici di MI’mpegno

L’UOMO MODERNO DAVANTI ALLA PAURA di Angelo Scola

 

Renzo “atterrito, più che di ogni altra cosa, del suo terrore, richiamò al cuore gli antichi spiriti, e gli comandò che reggesse” (I promessi sposi, capitolo ventisettesimo).

Questa potente osservazione del Manzoni sul violento contrasto che si agita in Renzo in fuga da Milano verso la bergamasca nella traversata notturna del bosco, interpreta i sentimenti di smarrimento, paura e panico che stanno afferrando tutti noi. Anche noi siamo atterriti più che dal coronavirus in se stesso dalla nostra umanissima paura. E’ come se questo sentimento avesse perso il suo oggetto per assumere una sorta di valore assoluto. Forse vi ha contribuito il continuo oscillare dell’informazione tra minimizzazione e allarmismo. Conviene però subito dire che la paura può e deve essere vinta, proprio facendo tesoro dell’indicazione manzoniana “e comandò al cuore che reggesse”.

L’elenco doloroso e puntuale degli effetti del coronavirus, le ordinanze con le inevitabili restrizioni, gli accurati consigli per prevenire il contagio o per affrontarlo in modo efficace, la compassione per quanti muoiono non certo sminuibile a causa dell’età… cui la paura si lega, ora non la circoscrivono più. Essa se ne va come un cavallo di razza, indomabile, a briglia sciolta, espressione impalpabile ma ostinata del contagio che ci minaccia.

Certo, questa minaccia incontra altre strade per tenerci sotto scacco. La più imponente è quella delle conseguenze economiche senza dubbio rilevanti. Eppure nemmeno questo oggetto che, subito dopo il primo, va affrontato con pronta serietà e rigore, riesce a dar ragione della nostra paura. Essa dilaga in totale autonomia invadendo le nostre conversazioni, i nostri ristretti rapporti e, per finire, i nostri cuori. Anche noi, come Renzo, siamo impauriti dalla nostra stessa paura. Con quale diga fermarla?

Questa circostanza straordinaria può essere affrontata solo riportandola al soggetto che la sta vivendo, secondo le varie modalità con cui gli tocca viverla. Da tutti noi, più o meno a rischio di contagio, ai malati, allo strenuamente dedito personale sanitario e a quanti altri sono direttamente coinvolti nell’impresa di porre fine all’epidemia.

Per rapportarmi in modo adeguato a questa circostanza devo rispondere alla domanda “chi sono io?”. E l’io è sempre in relazione. Soprattutto quando la vita è minacciata non si può eludere l’invito di Seneca a Lucilio: “Devi vivere per un altro, se vuoi vivere per te stesso”. Dobbiamo riannodarci, nel rispetto delle nuove forme culturali, al fattore portante della grande tradizione europea: il rapporto con noi stessi, con gli altri e con Dio.

Lo si riconosca o meno ciò fa parte della nostra comune esperienza. In una parola non possiamo più evitare la questione del senso: per chi io vivo? E quale direzione intendo dare al mio cammino terreno? A rendere ineludibili queste domande non è solo la naturale compassione umana che urge a stringerci insieme nei momenti minacciosi, ma è il bene sociale del vivere insieme.

Anche all’interno di una società plurale come la nostra questo criterio pratico è l’unico in grado di ricondurre entro limiti razionali smarrimento, paura e panico. Il criterio pratico del vivere insieme dev’essere però assunto come criterio politico in senso pieno, e perciò largo, che sappia coinvolgere cittadini, corpi intermedi e istituzioni. Per vincere la paura abbiamo bisogno di una rimobilitazione generale di questi soggetti.

Non possiamo qui sottacere il compito dei politici in senso stretto. Il nostro è un tempo in cui nella pratica e nella teoria dovremmo saperci ridire che cos’è l’esperienza politica (la res publica), un interrogativo su cui i più grandi geni della nostra cultura si sono chinati. In modo poi specialissimo è decisivo che i politici pratichino una concezione adeguata di governo.

Già Platone stabiliva un’interessante analogia tra il politico e il tessitore che per ottenere una stoffa liscia ma resistente “deve essere capace di intrecciare un solido ordito con una tenera trama”, al fine di comporre “gli opposti pareri, le opposte opinioni”. L’aristotelica filìa (amicizia civica) torna di grande attualità.

L’autore è cardinale arcivescovo emerito di Milano
Da Il Foglio, 6 marzo 2020

https://www.ilfoglio.it/chiesa/2020/03/06/news/luomo-moderno-davanti-alla-paura-305192/?underPaywall=true&paywall_canRead=true

Una serata speciale alla scoperta di Milano dal punto di vista storico e architettonico.

Una serata speciale alla scoperta di Milano dal punto di vista storico e architettonico.
Dal liberty al razionalismo fra bellezza, racconti e incontri.
Una passeggiata con Carmelo Maugeri e Marcello Menni nel quartiere Porta Venezia-Buenos Aires per farci conoscere con grande competenza ed entusiasmo uno spaccato di una Milano nata da ambizione, sviluppo e creativita’.
Domenica sera, 80 persone non si sono fatte fermate dal freddo e dal blocco delle auto, per vivere insieme un’esperienza unica.
Anche questo è MI’mpegno.
“MI’mpegno per l’arte”.

Cena AVSI 17 febbraio 2020

“Anche quest’anno Mi’mpegno ha voluto promuovere un gesto concreto di carità a sostegno della Campagna Tende di AVSI “Giòcati con noi. Generazioni nuove, protagoniste del mondo”.
Per questo motivo vi invitiamo ad un Light Dinner a buffet di raccolta fondi che si terrà il 17 febbraio p.v., alle ore 19.45, presso MIB Milano Restaurant Cafè, via G.Negri 10 – Milano
Interverranno:

Elisabetta Soglio, Giornalista  e Responsabile dell’inserto “Buone Notizie” del Corriere della Sera;
Giampaolo Silvestri, Segretario Generale AVSI.
Per ragioni organizzative è necessaria la prenotazione nominativa inviando mail a info@mimpegno.com entro  il 13 febbraio.

Costo light dinner:
Euro 45,00 (over 35)
Euro 30,00 (under 35)”

Dal liberty al razionalismo fra bellezza, racconti e incontri 

considerato il successo e l’interesse suscitato nelle precedenti edizioni, il Comitato Mi’mpegno è lieto di proporVi il prossimo evento 

Dal liberty al razionalismo fra bellezza, racconti e incontri 

Domenica 2 febbraio 2020 alle ore 17,30

Incontro presso Via Jan 15 | Mm Lima, Milano 

Una seconda passeggiata con Carmelo Maugeri e Marcello Menni nel quartiere Porta Venezia – Buenos Aires per conoscere uno spaccato di una Milano nata da ambizione, sviluppo e creatività.

Per chi lo desidera, al termine dellevento verso le 20.00è organizzata una cena con menù storico del 900 pugliese e milanese all’Osteria della Luna Piena, Via Lazzaro Palazzi 9 (Costo Euro 25,00).

Per partecipare è necessaria la prenotazione su info@mimpegno.com.

 

Scarica la locandina in formato .pdf

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Terrorismo internazionale e società civile. Il confine fra libertà e sicurezza

Serata di MI’mpegno decisamente intensa ed esperieziale.
Affrontato il tema delicatissimo quale il terrorismo internazionale e la sicurezza. Non una conferenza ma un incontro con due persone, testimoni dei nostri giorni, e le loro storie.
Questo è lo stile mimpegno.
Stefano Dambruoso, magistrato, già Onorevole, esperto di lotta al terrorismo.
Benedetta Blancato, sopravvissuta alla  notte del Batlacan.
“Terrorismo internazionale e società civile. Il confine fra libertà e sicurezza”.
Giovedì 16 gennaio 2020.