Mission

Il Comitato nasce dall’esperienza di alcuni amici che hanno vissuto insieme la campagna elettorale per il Consiglio Regionale della Lombardia 2013: l’analisi della situazione attuale ha portato a riflettere non solo sulle tematiche più importanti normalmente discusse, ma anche sulla responsabilità che a ognuno è riconosciuta di essere protagonista della realtà in cui vive, con impegno e competenza, libero di operare il cambiamento per il bene comune e sulla necessità di una reale dialogo tra le persone.

Il punto di partenza è un’azione nella società che muova dalle esigenze concrete e dai bisogni di chi vive il peso della responsabilità: si vuole con ciò contribuire al risveglio delle coscienze individuali per il miglioramento della nostra società.

Attualmente nella nostra società è evidente un’assenza di prospettive di miglioramento nella metodologia di lavoro che dovrebbe portare ad affrontare i problemi del paese e della convivenza civile: i dibattiti in corso nei diversi livelli della società sembrano svilupparsi a vuoto e percorrere una sorta di circolo vizioso su binari prestabiliti per cui
gli schieramenti politici e l’interesse del momento tendono a prevalere sul reale confronto e sulla ricerca del bene comune. Il dibattito rimane così orientato unicamente a confermare lo schieramento iniziale.

Tutto ciò crea una sterilizzazione della convivenza civile che è sotto gli occhi di tutti a discapito dell’indubbia domanda di cambiamento che la società esprime e richiede.

Il Comitato nasce dalla condivisione di un’idea comune di fondo: l’”altro”, nella sua diversità e concretezza, è una risorsa e un bene per tutti e non un ostacolo (o peggio ancora un nemico) da abbattere e da sconfiggere.
Il Comitato muove dalla convinzione che la conoscenza dell’“altro” non sia un mero esercizio stilistico ed accademico, ma una condizione imprescindibile per il miglioramento di sé.

Il comitato promuove la cultura della responsabilità e della libertà intesa come mossa della persona che, nell’accorgersi di un problema, inevitabilmente agisce e si impegna per cercare di rispondervi: è anche e soprattutto nelle differenze che diventa possibile ricercare il bene comune, purchè si parta dalla dimensione concreta dell’uomo nella sua quotidianità di vita.
Si evidenzia allora nella società civile l’importanza e la necessità di un lavoro orientato alla ricerca di prassi virtuose che rispettino le esigenze, i bisogni e gli interessi degli individui così come della collettività.

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