L’EVENTO “SANITÀ E TERRITORIO, FRA RIFORMA ED EMERGENZE. LE CASE DI COMUNITÀ: COSA CAMBIA PER IL CITTADINO”

L’evento è stato organizzato dal Comitato M’Impegno il 22 giugno alla Banca Mediolanum, via S. Margherita 1 (Piazza Cordusio).

Tra le criticità evidenziate in due anni di pandemia c’è la necessità di riformare la sanità. La parola chiave è prossimità, che si concretizza nelle Case di Comunità. Sono delle strutture sparse per tutto il territorio nazionale, dove i cittadini si possono recare 24 ore su 24, sette giorni su sette, per ricevere visite, analisi e cure. Grazie ai 2 miliardi di euro investiti dal Pnrr, ne verranno realizzate 1.350 in tutto il Paese. L’obiettivo è non affollare eccessivamente i pronto soccorso e gli ospedali, garantendo al contempo un accesso più semplice alle cure. Inoltre, nelle Case di Comunità, oltre alle figure operanti in ambito sanitario, sono previsti anche degli assistenti sociali per aiutare i cittadini. Approfondire il ruolo di queste strutture è fondamentale. Per questo il “Laboratorio Sanità” del Comitato MI’mpegno, da sempre molto attivo sul sociale, il 22 giugno ha organizzato l’evento “Sanità e territorio, fra riforma ed emergenze. Le Case di Comunità: cosa cambia per il cittadino”. Durante l’incontro, che si è svolto alla Banca Medionalum in via S.Margherita 1 (Piazza Cordusio), sono state analizzate alcune proposte per l’organizzazione e la gestione delle Case di Comunità. “E’ fondamentale individuare degli indicatori di efficacia delle Case di Comunità”, ha dichiarato Mimmo Fossali, Coordinatore del Laboratorio sanità di MI’mpegno, – quali per esempio la riduzione delle liste di attesa, la presenza costante di un medico di medicina generale gestore di tutte le tappe del percorso di diagnosi e cura, il numero sempre crescente di soggetti in assistenza domiciliare integrata e la soddisfazione degli operatori e dei cittadini”. Durante la serata si è discusso di diversi argomenti:

  1. La centralità del ruolo dei medici di medicina generale (MMG) come gestori e responsabili del percorso diagnostico e terapeutico all’interno delle Case di Comunità.
  2. La necessaria modifica delle regole d’ingaggio dei MMG. Per esempio, con dei contratti differenziati con un sistema misto in parte libero professionista e in parte dipendente. Ciò garantirebbe possibilità di progressione di carriera e più tutela legale.
  3. L’indispensabilità di percorsi di diagnosi e cura al di fuori degli ospedali per i pazienti con malattie croniche.
  4. L’essenziale modifica delle regole d’ingaggio dei medici specializzandi che, dopo un periodo in ospedale, spesso tornano ad essere studenti senza responsabilità diretta sui pazienti.

Le Case di Comunità si sviluppano e crescono tenendo conto del numero di utenti, delle risorse del territorio e dei bisogni della popolazione. “Durante il convegno abbiamo parlato di alcuni spunti che il laboratorio sanità di MI’mpegno intende portare avanti con incontri e dibattiti, con la cittadinanza e gli addetti ai lavori della sanità”, ha aggiunto Carmelo Ferraro, presidente di MI’mpegno, – quest’iniziativa è stata una buona occasione di lavoro”.

All’evento hanno partecipato più di 80 persone attente e partecipi per due ore di intenso dialogo costruttivo con tutti gli attori del sistema: medici, amministratori, infermieri, avvocati, farmacisti, comunicatori, terzo settore, ecc.

Qui le slide presentate durante il convegno

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...