“Responsabilità, azioni, opere. Le esperienze si incontrano”

Comitato M'Impegno all'Istituto dei Ciechi“Sabato 9 novembre si è tenuto a Milano presso l’Istituto dei Ciechi l’incontro pubblico dal titolo “Responsabilità, azioni, opere. Le esperienze si incontrano”, organizzato dal Comitato MIMPEGNO. Relatori il dott. Rodolfo Masto e Suor Gelsomina Angrisano.

L’evento, come chiarito da Carmelo Ferraro, ideatore e fondatore di M’IMPEGNO, è stato un momento di incontro tra persone che vogliono vivere con responsabilità il loro essere parte  della collettività: l’ascolto di coloro che ogni giorno operano nel sociale e portano su di sé il peso della responsabilità, è fondamentale nel percorso di approfondimento delineato da M’IMPEGNO e in particolare nell’ambito del tema della sussidiarietà.

All’evento, mescolati e anonimi tra il pubblico, hanno partecipato anche molte Autorità del settore della Giustizia ed esponenti del mondo politico, che in un sabato mattina piovigginosa hanno messo da parte ruolo e impegni istituzionali per lasciare completamente la parola ai relatori, ascoltandone l’esperienza, il messaggio e  la richiesta d’aiuto.

L’evento è stato l’occasione per conoscere l’Istituto dei Ciechi, luogo di: arte, storia, bellezza, sofferenza, miracoli, generosità e speranza  e nato e sostenuto dalla generosità popolare. Un luogo dove il passaggio dalla luce al buio, e dal buio alla luce, ti permettono di affrontare la realtà in modo diverso.

In questa occasione è stato presentato il comitato M’Impegno, che nasce dall’esperienza di un coinvolgimento civico alle scorse elezioni, un gruppo di amici che ha deciso di continuare ad essere presente con responsabilità e libertà nella società  mettendo al centro del proprio impegno la persona. Responsabili perché non ci possono essere deleghe di coscienza e azioni; liberi perché si prescinde da connotazioni politiche, aperti a incontrare e confrontarsi con tutti. Per realizzare questo il comitato si è dato un manifesto con obiettivi, priorità, azioni e un metodo di lavoro, attraverso il quale ognuno può  dare un contributo e può avere una possibilità, come rotelle  “uniche” e diverse di un  “unico”  ingranaggio.

Gli interventi, come da programma, sono stati preceduti e intervallati da brani musicali eseguiti per pianoforte dal Maestro Enrico Lisi, che ha saputo con le sue note scandire e alternare momenti di ascolto e di riflessione personale, traportando il pubblico in una dimensione più intima e raccolta, lontana dal frastuono quotidiano ma non distante dalla realtà, anzi immersa nella quotidianità.

Nella visita all’Istituto ci si è soffermati in particolare presso la raccolta di quadri di tutti i numerosi benefattori dell’Istituto, che sono stati inizialmente i latifondisti dell’area milanese e poi esponenti della media e piccola borghesia; si è poi passati nell’archivio ove sono conservati i primi tentativi di stampa per persone non vedenti e  i primi testi in braille; si è proseguito nello spazio dedicato ai bambini e si è infine passati nel settore informatico dove è stato spiegato il funzionamento dei computer utilizzabili da persone non vedenti, un autentico miracolo di tecnologia e solidarietà.

Ai relatori Carmelo Ferraro ha posto alcune domande, chiedendo essenzialmente di illustrare l’attività svolta, di raccontare il loro modo di intendere e vivere la responsabilità, di spiegare il loro dialogo con le istituzioni e con gli altri operatori del settore, di indicare con quale modalità può il pubblico partecipare alla loro opera per sentirsi utile e attivo nella socialità.

Non si è trattato di una conferenza nella quale “consumare” parole e tempo, ma di una vera e propria esperienza di apertura di cuore e mente: la finalità dell’incontro è stata quella di chiedere a ciascuno di portare a casa il messaggio di positività che nasce dal vivo racconto di chi, come i relatori,  agisce nella dimensione del sociale. La bellezza e il bene esistono in ogni persona e ovunque nella realtà che ci circonda: bisogna solo avere il coraggio di fare emergere questi segmenti di positività e raccoglierli insieme per tutti, per il bene comune.”

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