Grande successo dell’evento “EUROPA: dei popoli, del lavoro, delle fragilità”

In un dibattito relegato alla discussione tra moneta unica e ritorno alle singole monete, tra fautori dell’unità dell’Europa e spinte disgregative, l’Europa di oggi si trova ad affrontare le sfide decisive che un mondo sempre più globalizzato pone. Nel generale senso di disillusione e di smarrimento, l’Europa è un peso o un’opportunità? E’ ancora realistico parlare di Europa dei popoli o l’Europa è divenuta la casa dei burocrati?

Cosa significa essere oggi cittadini Europei? Quali sfide culturali e quali cambiamenti occorre affrontare e quali prospettive politiche ed economiche possono essere adottate e utilizzate per favorire lo sviluppo dell’Italia? Quali risorse possano essere attivate a beneficio della cittadinanza tutta, anche quella portatrice di fragilità o disagi?

Su questi temi il Comitato MI’MPEGNO ha organizzato l’incontro “EUROPA dei popoli, del lavoro, delle fragilità”, presso l’Istituto dei Ciechi di Milano in Via Vivaio 7 e che ha avuto come relatori l’Onorevole Lara Comi, i Senatori Roberto Cociancich e Mario Mauro e il Consigliere Regionale Alberto Ciocca. I lavori sono stati coordinati dal Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano Paolo Giuggioli, dopo il saluto del padrone di casa, il Commissario Straordinario dell’Istituto dei Cechi Rodolfo Masto.

 

I lavori sono stati introdotti da Simona Pollarolo del Comitato MI’MPEGNO che ha posto l’accento sulla mission del comitato “l’incontro è stato organizzato secondo lo spirito su cui si è costituito MI’MPEGNO del dialogo e dell’incontro tra persone, prima ancora del confronto tra schieramenti. MI’MPEGNO promuove il dialogo come metodo di conoscenza, per il raggiungimento della consapevolezza di ciascuno. E’ importante l’incontro tra idee differenti perché è una ricchezza e una risorsa, non un ostacolo. Inoltre pone al centro di ogni dibattito o tema di discussione, sempre la persona e la sua responsabilità.

Rodolfo Masto nel suo saluto ha invitato i relatori a legare le tematiche affrontate dando una positività al reale “Le valutazioni vanno oltre il personalismo, non si può parlare solo dell’Euro ma riconfermare il valore dell’unione: di persone, di popoli, della famiglia.” Rodolfo Masto ha ricordato anche l’importanza del tema “fragilità” spesso estraneo ai dibattiti sull’Europa “Fragilità: sono tutte le fasi della vita e non solo gli handicap. Sempre di più serve che i nuovi parlamentari siano propositivi rispetto alle tematiche affrontate e al trattato sottoscritto su disabilità e fragilità (non solo sulla carta”.

Paolo Giuggioli ha introdotto i lavori ricordando le importanti questioni che l’Europa è chiamata a risolvere e che non possono essere ridotte solo ad intervento economico di breve periodo “Serve far capire che i problemi da affrontare (es. profughi) non sono locali ma europei e derivano dal fatto che l’Europa non da una mano per risolverli. Non limitare la tematica Europa alla sola questione economica ma affrontarla complessivamente. Appartenenza diventa rilevante per ognuno di noi e prevede interventi di istanza in tutti i settori. Servono politici in grado di comprendere che al cittadino normale non interessano le grandi tematiche (es. Fiscal Compact) ma la vita reale.

Paolo Giuggioli ha poi ricordato come la vera sfida l’integrazione politica, economica e culturale dell’Europa “Siamo un paese europeo con una grande capacità creativa ma serve un cambiamento. Educarci ad essere cittadini ed imprenditori europei. L’integrazione europea non tocca solo parametri economici e politici ma anche sociali. Serve una sintesi e una soluzione per evitare disagi e trovare elementi di legittimità rappresentati da efficienza e dare risposte alle esigenze dei popoli. Serve maggiore rappresentatività e progettualità per salvaguardare gli interessi del nostro Paese, con il dialogo e con la partecipazione di tutti.

 

Lara Comi nel suo intervento ha ricordato che l’Europa è un’opportunità per tutti se gestita bene “L’Europa è un’opportunità se gestita bene, da eurorealista e non euroscettica. Di fronte ad un ostacolo serve superarlo con coraggio e responsabilità. L’Euro non va bene, serve una banca centrale e nello stesso tempo serve un’unione politica. O si sta con tutti e due i piedi o non si prende solo il meglio (UK). Serve una reale armonizzazione, anche in previsione della tutela del cittadino. Per l’Euro cerchiamo di cambiare, dandoci un tempo (prossima legislatura) per decidere se rimanere o uscire dalla Europa;

Lara Comi ha poi ricordato che un’uscita improvvisa dall’Europaavrebbe effetti dirompenti “uscire subito significa un deprezzamento del 40% dei nostri prodotti. Una scelta non possibile ma caro prezzo per tutti” e come la disabilità possa diventare valore aggiunto “Disabili: peculiarità diverse, una sensibilità che diventa valore aggiunto”.

Lara Comi ha poi richiamato al dialogo nell’interesse di tutti “Ci vuole maggior dialogo. Fondi europei: non sappiamo come prenderli e spenderli, oltre quelli che diamo all’Europa. Nel 2013: 15milioni di € persi (60milioni dal 2008). Per rigidità o incapacità?

Mario Mauro ha ricordato come “pace e sviluppo siano l’unica prospettiva possibile. I percorsi storici e le esperienze reali che evidenziano differenze, non danno armonizzazione e integrazione da paese a paese. L’Euro é un’opportunità perché quando viene fatto qualcosa di comune diventa l’opportunità. Diversità di pressione fiscale, differenze nei temi della pressione giudiziaria, differenze mercato del lavoro. Al G8: quattro i paesi europei rappresentati, tra cui l’Italia, deve prendere coscienza che é un colosso. Il progetto di integrazione europea é l’unica carta che abbiamo a disposizione per rimanere vivi”-

Mario Mauro ha ricordato l’importanza della memoria storica “in Polonia ho partecipato ad una mostra su Solidarnosh e mi ha colpito il pannello finale che era nero e chiedeva: cosa é stata la dittatura comunista? Non lo so, non mi interessa. Un popolo che non ha memoria non ha diritto alla libertà”.

Mario Mauro ha poi precisato che “il progetto di integrazione politica che chiamiamo Unione Europea é uno strumento per creare pace e sviluppo. Se invece è usato in modo improprio crea danni e illusioni e ideologie (nazionalismo)”

 

RobertoCociancichha sottolineato l’importanza del singolo e delle comunità “tutto si fonda sulle comunità e sui luoghi che ci costruiscono come persone e come popoli. Ci vuole una passione maggiore per contribuire ad un futuro migliore. I problemi sono tanti ma c’è anche tanta passione e ci vuole creatività per affrontarli. Non bisogna pensare a cosa può darti l’Europa ma cosa tu puoi dare all’Europa. L’associazionismo, il volontariato, la società civile sono una grande ricchezza”.

Roberto Cociancich ha ricordato “Oggi siamo troppo ricchi e sazi di democrazia e non capiamo l’importanza di essere in Europa. Compito nostro far capire alle future generazioni questa importanza. Per quanto riguarda i Fondi, sono stati lasciati marcire soldi che non abbiamo speso e che cubano 10 volte l’IMU. Uno spreco gravissimo, serve trovare il modo per spenderli bene e chiederne altri. E’ più facile la grande lamentazione, serve che ognuno si prenda le proprie responsabilità, in qualunque posizione, dobbiamo dare un contributo. Siamo tutti d’accordo su risparmi e semplificazione ma serve guardare anche cosa possiamo fare.

Alberto Ciocca ha ricordato che“la politica deve stare a contatto con la Società Civile ed incontrarsi. La Lega Nord è posizionata distante dalle altre rappresentanze politiche.” Alberto Ciocca ha poi ricordato le posizioni di scetticismo sull’Europa “L’Europa è dipinta come una divinità, una speranza. Oggi l’Europa é fallita, nei contenuti e nei fatti, è un dato di fatto che ci ha impoverito e bistrattato. Non possiamo perdere i nostri valori, dobbiamo conservare i nostri talenti e le nostre capacità” ed ha sottolineato le necessità che l’Europa sia effettivamente rappresentativa ”Serve una reale rappresentanza dei popoli, macro regioni che possano riprodurre interessi, valorizzandone le diversità. Oggi dobbiamo progredire e non regredire, lo sviluppo del futuro non deve essere basato sulla forzatura di appartenenza all’Europa oggi non prevale il merito ma il prezzo. Vogliamo fare in modo che il futuro sia affidato a chi ha cuore e passione per il territorio”.

In chiusura Paolo Giuggioli ha ricordato che “in Europa ci si va se siamo capaci. Bisogna comprendere che serve formazione, semplificazione e competitività per essere realmente europei”.

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